Bellissimo progetto, grazie per la condivisione e per le riflessioni come sempre puntuali e profonde. Mi chiedo: succede la stessa cosa con la mano della madre o è, in qualche modo, diverso? Consapevole che non ci siano risposte giuste o sbagliate, sarebbe bello riflettere anche su questa prospettiva 😊
Grazie Giulia!| Diciamo che il tema uomo-uomo in molte culture (come la nostra) ha dei pattern culturali che le altre relazioni non hanno. Per questo è del tutto diverso
Aggiungo, l’unico ricordo affettivo del mio patrigno (uomo arrogante e violento), é un giorno che mi prese per mano, avrò avuto otto anni, per andare in un negozio. Il contatto con le mani, se ci sono anche gli occhi diventa fantastico, é un atto che segna l’incontro vero e profondo
Si, le mani insieme, unite, simbolo di legame umano semplice e pulito, con tenerezza. Rompe schemi, preconcetti, la tenerezza fra uomini. Specialmente se fuori dalle solite categorie. Grazie, molto toccanti le tue parole. Che dire poi di questo semplice e fantastico lavoro di anni e di pazienza attenta e sensibile.
Non ricordo se io e mio padre ci siamo mai presi per mano. Di certo non nell’età adulta. Forse negli ultimi anni (è morto 10 fa’) non ci siamo neppure guardati negli occhi una sola volta. Eppure ho il ricordo delle sue mani pulite, con le unghie belle che lui non aveva il brutto vizio di rosicchiare come sto facendo anche ora (ahahah). Certo almeno in ospedale nei suoi ultimi giorni avrei potuto prendergli la mano e sentirne il profumo di sapone neutro con cui le massaggiava a lungo. Ciao Pié!
Un paio d'anni fa scrissi un monologo dal titolo "la mano", ispirata a mio figlio. Prima o poi lo pubblicherò anche qui.
Per ora mi godo la sua infanzia. E la sua mano. Finché mi darà un posto nel mondo. Ma questo articolo mi ha profondamente commosso e ti ringrazio. Perché ho pensato a me, figlio e nipote, e quante mani ho smesso di cercare o non ci sono più. A quanti inutili pudori a volte ci privano di troppe cose.
Ci sono articoli che leggi e ci sono articoli che ti fermano.
Questo mi ha fermato.
Perché parla di una cosa che tutti i figli maschi sanno ma nessuno ha mai nominato con questa precisione: il momento esatto in cui la mano di tuo padre smette di essere un'estensione e diventa un confine. Non c'è una decisione. Non c'è un giorno preciso. Succede e basta, e poi passano trent'anni.
Le lettere dei figli che hanno perso il padre pochi mesi dopo lo scatto mi hanno spezzato qualcosa dentro. Quella fotografia come ultima prova concreta che un gesto è esistito davvero.
Trovate il vostro Poshtarov prima che sia troppo tardi. Una scusa qualsiasi. Anche solo un secondo. Perché l'unica cosa peggiore di una mano scomparsa è una mano che c'è ancora e nessuno chiede.
Grazie mille. Mi ci hai fatto pensare, ho un figlio di tre anni e mezzo, che cerca sempre le nostre mani. penserò al tuo articolo, quando questo non accadrà più.
Ho pianto...grazie per questa perla
Questo era troppo bello come argomento, ci pensavo da un pò. Grazie a te
Bellissimo progetto, grazie per la condivisione e per le riflessioni come sempre puntuali e profonde. Mi chiedo: succede la stessa cosa con la mano della madre o è, in qualche modo, diverso? Consapevole che non ci siano risposte giuste o sbagliate, sarebbe bello riflettere anche su questa prospettiva 😊
Grazie Giulia!| Diciamo che il tema uomo-uomo in molte culture (come la nostra) ha dei pattern culturali che le altre relazioni non hanno. Per questo è del tutto diverso
Analitico, profondo e intenso come sempre. Grazie di continuare a proporci le tue riflessioni.
Grazie a te Martina!
Aggiungo, l’unico ricordo affettivo del mio patrigno (uomo arrogante e violento), é un giorno che mi prese per mano, avrò avuto otto anni, per andare in un negozio. Il contatto con le mani, se ci sono anche gli occhi diventa fantastico, é un atto che segna l’incontro vero e profondo
Che bel commento il tuo Edoardo, grazie
Si, le mani insieme, unite, simbolo di legame umano semplice e pulito, con tenerezza. Rompe schemi, preconcetti, la tenerezza fra uomini. Specialmente se fuori dalle solite categorie. Grazie, molto toccanti le tue parole. Che dire poi di questo semplice e fantastico lavoro di anni e di pazienza attenta e sensibile.
Grazie, davvero, come sempre.
A te!
Ho le lacrime agli occhi...ringraziarti è piccola cosa, ma Grazie!!❤️
Sono contento ti sia piaciuto, grazie!
Non ricordo se io e mio padre ci siamo mai presi per mano. Di certo non nell’età adulta. Forse negli ultimi anni (è morto 10 fa’) non ci siamo neppure guardati negli occhi una sola volta. Eppure ho il ricordo delle sue mani pulite, con le unghie belle che lui non aveva il brutto vizio di rosicchiare come sto facendo anche ora (ahahah). Certo almeno in ospedale nei suoi ultimi giorni avrei potuto prendergli la mano e sentirne il profumo di sapone neutro con cui le massaggiava a lungo. Ciao Pié!
Grazie. Ogni tanto si ha la necessità di tenersi per mano , abbracciarsi. Abbiamo perso il contatto fisico. Il tuo articolo è meraviglioso.
Un paio d'anni fa scrissi un monologo dal titolo "la mano", ispirata a mio figlio. Prima o poi lo pubblicherò anche qui.
Per ora mi godo la sua infanzia. E la sua mano. Finché mi darà un posto nel mondo. Ma questo articolo mi ha profondamente commosso e ti ringrazio. Perché ho pensato a me, figlio e nipote, e quante mani ho smesso di cercare o non ci sono più. A quanti inutili pudori a volte ci privano di troppe cose.
Bellissimo articolo, mi ha regalato una riflessione importante. Da figlio e da genitore, un gesto puro e semplice ma con un significato enorme.
Mamma che pezzo .. e che storia. Ieri è stato il compleanno di mio babbo. Gli ho dato un abbraccio ma la mano no. Devo recuperare. Grazie Andrea.
Grazie
Ci sono articoli che leggi e ci sono articoli che ti fermano.
Questo mi ha fermato.
Perché parla di una cosa che tutti i figli maschi sanno ma nessuno ha mai nominato con questa precisione: il momento esatto in cui la mano di tuo padre smette di essere un'estensione e diventa un confine. Non c'è una decisione. Non c'è un giorno preciso. Succede e basta, e poi passano trent'anni.
Le lettere dei figli che hanno perso il padre pochi mesi dopo lo scatto mi hanno spezzato qualcosa dentro. Quella fotografia come ultima prova concreta che un gesto è esistito davvero.
Trovate il vostro Poshtarov prima che sia troppo tardi. Una scusa qualsiasi. Anche solo un secondo. Perché l'unica cosa peggiore di una mano scomparsa è una mano che c'è ancora e nessuno chiede.
Articolo commovente. Restituisce un po' di forza a pensare a certe cose e a tendere la mano là dove sempre difficilissimo
Grazie mille. Mi ci hai fatto pensare, ho un figlio di tre anni e mezzo, che cerca sempre le nostre mani. penserò al tuo articolo, quando questo non accadrà più.