C’è un momento, ogni tanto, in cui il cervello dice basta. Non lo fa con uno schianto, ma con un’eco ovattata, come una stanza che si svuota. Succede anche in volo, a diecimila metri d’altezza, quando il Wi‑Fi si spegne e il silenzio si fa strada tra i sedili. È lì che ho osservato qualcosa che mi ha fatto paura, tenerezza e riflettere.
E da lì parte que…
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