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Avatar di Emanuele

Tutto verissimo caro Andrea, fa piacere leggere queste parole che sono tra l’altro a modo loro di conforto, sono arrivato secondo proprio qualche settimana fa alle Strade Bianche di ciclismo amatoriale nella mia categoria e non sono neanche stato premiato con un podio perché si è deciso per sveltire il programma di premiare solo i vincitori di categoria…lascio a te ogni commento…

Avatar di letizia sala

Quando andavo al liceo ho sofferto particolarmente quella verticalità della misurazione del sè. Fra segni rossi sui compiti in classe che misuravano senza pietà e sottraevano valore, rendendo estremamente difficile il percepirsi come sufficientemente buoni, ricordo di essere stata illuminata un giorno dall’etimologia della parola “soddisfazione”. Dal latino satis-facere, ovvero fare abbastanza, a sufficienza. È da allora che mi chiedo quando abbiamo perso la saggezza semplice di quel concetto latino. Una parola che sembrava indicare una via facile: solo autopercezione, derivante dal piacere di aver colmato un bisogno in misura sufficiente. Una parola che sembrava una carezza su di sè, che diceva di onorare anche il bronzo e tutto ciò che semplicemente bastava a equilibrare una inquadratura dell’esistenza in soggettiva. Eppure, così difficile da applicare a volte.

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